• 05.06.2017

    Troppo sale in cucina? Ecco le alternative

    Gli esperti parlano chiaro: gli italiani consumano mediamente 10-15 grammi di sale pro-capite al giorno, quantità 2-3 volte superiore alle necessità fisiologiche dell’organismo che, in realtà, potrebbero essere soddisfatte dal contenuto di sale presente naturalmente negli alimenti.

    Il sale (cloruro di sodio) è una fonte molto importante di sodio, poichè 1 grammo di comune sale da cucina ne contiene circa 0,4 grammi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un adulto sano non dovrebbe introdurre più di 5 grammi di sale al giorno, corrispondenti a circa un cucchiaino da caffè di sale da cucina.

    Il sodio è normalmente contenuto nel nostro organismo ed è necessario per il corretto funzionamento delle nostre cellule. Tuttavia, un apporto inadeguato di questo elemento, soprattutto se in eccesso, può creare squilibri importanti con rischi per la salute che vanno dall’ipertensione arteriosa con aumento del rischio cardiovascolare e di ictus, all’osteoporosi, ai danni renali, alla ritenzione idrica con incremento del peso corporeo anche indipendentemente dall’aumento del tessuto adiposo. Alla luce di queste evidenze, risulta auspicabile una riduzione del consumo di sale da parte della popolazione di tutte le età.

     

    Non solo cloruro di sodio

    Il sodio è contenuto anche in molti alimenti in commercio sotto varie forme; è sempre consigliabile leggere le etichette, per evitare spiacevoli sorprese e per gestire al meglio il contenuto di sale nella propria dieta.

    Indicano la presenza di sale aggiunto: cloruro di sodio, fosfato monosodico, glutammato di sodio, benzoato di sodio, citrato di sodio.

    • Sale iodato: è un normale sale, arricchito di iodio; consigliato per chi ha una carenza di questo minerale.
    • Sale integrale: viene prodotto facendo evaporare l’acqua di mare. Oltre al cloruro di sodio, contiene anche piccole quantità di altri sali: magnesio, calcio, potassio, bromo, iodio.
    • Sale iposodico: il 30% del cloruro di sodio è sostituito dal potassio. Può essere utile per chi ha l’ipertensione arteriosa e per chi soffre di ritenzione idrica. È invece controindicato per chi soffre di insufficienza renale cronica.

    Come ridurre l’introito di sale?

    • Limitare l’uso del sale, sia a tavola sia in cucina, riducendone il consumo gradualmente per poter rieducare il palato a cibi meno salati, al fine di diminuire l’introito di sodio.
    • Per insaporire i cibi, utilizzare le erbe aromatiche e le spezie, preziose alleate nella cucina povera di sale.
    • Evitare l’uso di condimenti ricchi di sodio (dadi, estratti per brodo, salsa di soia, ketchup, senape…).
    • Evitare il consumo di alimenti “trasformati”, ricchi di sale come le patatine e gli snack salati in genere.
    • Limitare al massimo il consumo e le porzioni di salumi ed insaccati, ricchi di sodio e di grassi.
    • Prestare attenzione anche al consumo di formaggi, limitandone le porzioni e la frequenza di consumo.
    • In cucina, utilizzare anche il succo di limone e l’aceto, che agiscono come esaltatori della sapidità naturale dei cibi e permettono addirittura di dimezzare la quantità di sale aggiunto.
    • Evitare gli alimenti che, per i metodi di preparazione e di conservazione usati, sono ricchi di sale, ad esempio cibi inscatolati e conservati in salamoia, salse pronte quali maionese, ketchup, senape, salsa di soia…
    • Evitare l’uso di dadi ed estratti per brodo, ricchi di glutammato di sodio, che tendono a coprire il sapore naturale degli alimenti.
    • In tavola mettere solo olio, preferibilmente extra vergine d’oliva o di semi di mais o di vinacciolo o di girasole, e aceto: sarà più facile non aggiungere sale ai piatti serviti.
    • Nel fare la spesa, acquistare alimenti a basso contenuto di sale, ad esempio pane, cracker…
    • Non aggiungere sale nelle pappe dei bambini almeno nel primo anno di vita, per abituarli ad apprezzare cibi poco salati.
    • Mantenere una buona idratazione, bevendo almeno 8-10 bicchieri di acqua durante la giornata e, se necessario, controllando le etichette delle acque minerali per scehliere quelle a minor contenuto di sodio.
    • In caso di attività fisica moderata, è bene ricordare che non sono necessari integratori salini per compensare i liquidi persi con la sudorazione: è sufficiente bere abbondante acqua.

    Per saperne di più:

    www.sinu.it

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