• 04.05.2017

    Attività fisica per contrastare l’invecchiamento

    L’invecchiamento porta con sé cambiamenti e spesso delle patologie, ma da anni ormai diverse ricerche e numerosi studi attestano l’efficacia dell’attività fisica per contrastare questo fenomeno e ritardare la comparsa dei disturbi a esso correlati. Soprattutto, viene riconosciuto al movimento il merito di contribuire a far mantenere all’individuo la propria autosufficienza psico-fisica il più a lungo possibile.

    L’osteoporosi, per esempio, patologia che colpisce prevalentemente il sesso femminile e che compare solitamente con la menopausa, coinvolge l’apparato scheletrico, indebolendo ossa e articolazioni ed elevando i rischi di fratture. Le camminate a ritmo sostenuto, fatte regolarmente, migliorano la salute delle ossa e contribuiscono a prevenire nonché a rallentare questo processo di indebolimento.

    L’artrosi, processo degenerativo delle ossa e delle articolazioni, si previene con esercizi di mobilità. Per esempio sono molto utili gli esercizi di stretching, o di allungamento muscolare, ma anche i movimenti di mobilizzazione attiva, come gli slanci o le circonduzioni degli arti superiori e inferiori. Anche le passeggiate in bicicletta contribuiscono al buon funzionamento dell’articolazione del ginocchio e dell’anca. Più le articolazioni si muovono e più, al loro interno, è prodotto un liquido, detto sinoviale, che fa da lubrificante alle articolazioni stesse e le mantiene in salute.

    Le malattie cardiocircolatorie si prevengono con esercizi di tipo aerobico, ossia attività svolte per un tempo prolungato e con un ritmo moderatamente intenso. Per esempio ancora le camminate o la corsa (se non ci sono problemi ai dischi intervertebrali o alle ginocchia), ma anche i percorsi in bicicletta, lo spinning, il ballo e tutte le attività di fitness dette “cardio”.

    L’indebolimento dei muscoli, processo del tutto fisiologico, legato all’età, si contrasta con un corretto allenamento della forza muscolare. Ben vengano gli esercizi detti di tonificazione, che si possono svolgere a corpo libero, o con l’utilizzo di macchine e di pesi, e che devono coinvolgere più gruppi muscolari. Per intensificare la forza e contrastare la perdita del tono muscolare, occorre infatti che il muscolo sviluppi una tensione interna vincendo una resistenza esterna o comunque contrapponendosi ad essa. Il peso rappresenta una resistenza esterna da vincere, sollevandolo per esempio, o spingendolo, a seconda dei movimenti. La stessa forza di gravità costituisce una resistenza esterna con la quale il nostro copro deve fare i conti e, per riuscire a contrastarla, i nostri muscoli vengono attivati a partire dai movimenti più semplici, come lo stare in piedi o il camminare.

    La memoria, che si tende a perdere con l’avanzare dell’età, può essere stimolata ricordando le sequenze degli esercizi in tutti quei lavori proposti in circuito per esempio, dove si deve tenere a mente il movimento successivo che si dovrà andare a fare o nelle attività con la musica in cui si propongono sequenze di passi e movimenti, costruendo delle coreografie.

    L’equilibrio (anch’esso viene perso con gli anni, a causa di posture scorrette o di rallentamenti propriocettivi legati al sistema nervoso) va continuamente stimolato con esercizi che prevedano la riduzione della base di appoggio, per esempio camminando su una linea o con movimenti eseguiti su un solo piede. L’equilibrio va anche garantito con sedute di ginnastica posturale, che da una parte fortificano i muscoli del tronco e dall’altra permettono di mantenere la mobilità della colonna, assicurando così la postura più efficace per mantenere il corpo in equilibrio sia quando si è fermi (equilibrio statico) sia in movimento (equilibrio dinamico).

    Più l’allenamento è vario, completo, costante e adeguato alle proprie possibilità, maggiore saranno i risultati che porteranno a contrastare l’invecchiamento.

    Meglio sarebbe programmare da sempre un po’ di attività fisica, fin dalla giovane età, quasi come forma di investimento per gli anni della vecchiaia, ma è utile anche l’attività iniziata dopo gli ”anta”.

    I consigli del proprio medico e la professionalità del personale specializzato nell’ambito del movimento potranno accompagnare ciascuno di noi nel nostro “cammino motorio”.

    Per saperne di più:

    www.jgerontology-geriatrics.com/wp-content/uploads/2016/02/08Vitulli1.pdf