• 04.05.2017

    Su con la vita! I consigli per la salute della colonna vertebrale

    La colonna vertebrale è parte integrante dell’apparato scheletrico e, in quanto tale, ha la funzione di sostenere il nostro corpo, proteggere alcune parti interne molto delicate, per esempio il midollo spinale, e contribuire alle possibilità di movimento del busto.

    Se osserviamo la colonna vertebrale di profilo notiamo la presenza di curve, dette fisiologiche, in quanto del tutto naturali e necessarie per distribuire meglio il carico sui dischi vertebrali e garantire maggiore mobilità ai tratti vertebrali. Le curve sono chiamate lordosi e cifosi e si alternano l’una con le altra (clicca qui per approfondire).

    Su con la vita 2

    Partendo dall’alto incontreremo la lordosi cervicale, a cui seguirà la cifosi dorsale, passando alla lordosi lombare, per concludere con la cifosi sacrale. Le lordosi sono curve a concavità posteriore, le cifosi a convessità posteriore. Se ci sdraiamo a terra supini (petto in su), percepiremo quindi un vuoto a livello del tratto cervicale e lombare, mentre meglio aderiranno al suolo il tratto dorsale e sacrale. Queste curve vanno mantenute per garantire la corretta salute della nostra colonna, nonostante l’avanzamento dell’età, eventuali traumi e soprattutto evitando le posture scorrette. Ogni giorno, infatti, assumendo posizioni errate, spesso anche senza pensarci, mettiamo a rischio la nostra colonna, aumentando così l’eventualità di sentire dolore a causa di contratture muscolari o per schiacciamento dei dischi vertebrali, i cuscinetti che si trovano tra una vertebra e l’altra, con rischi di espulsione di ernie del disco.

    La maggior parte delle attività che svolgiamo durante il giorno e la forza di gravità ci portano a inclinare il nostro busto in avanti; pensiamo per esempio a quando mangiamo a tavola, o a quando ci poniamo sul lavandino per lavarci, o a quando scriviamo o leggiamo alla scrivania, o ancora mentre stiriamo, tutti esempi che immediatamente rendono l’idea di come troppo spesso siamo ricurvi in avanti. Così facendo accentuiamo maggiormente alcune curve fisiologiche, riducendo le altre e quindi “scompensando” la nostra colonna.

    È importante allora l’autocontrollo, che può nascere proprio dall’input “su con la vita!”. Ripristiniamo il giusto assetto, posizionando bene il nostro busto in stazione eretta, sia in piedi, sia seduti. Fra l’altro, una chiusura eccessiva in avanti è anche tipica di individui con un carattere particolarmente insicuro e introverso. Tenere alto lo sguardo, sostenendo correttamente il capo e il dorso, ci farà apparire più convincenti e più partecipi della vita.

    Ecco alcuni suggerimenti pratici:

    • ogni volta che dobbiamo abbassarci per raccogliere qualcosa da terra, è necessario piegare gli arti inferiori, cercando di non curvare la colonna, salvaguardando così i dischi intervetrebrali, utilizzando i muscoli degli arti inferiori, per natura più grandi e potenti, rispetto ai muscoli paravertebrali;
    • se per lavoro o per necessità di studio siamo costretti a permanere a lungo seduti alla scrivania, utilizziamo la giusta altezza del tavolo, o ancor meglio della sedia. È importante garantire il corretto rapporto tra l’altezza della sedia e quella del tavolo, tenendo conto anche dell’altezza dell’individuo (nelle aule scolastiche, per esempio, i banchi sono tutti uguali, senza tener conto dell’altezza degli studenti!). In generale, tra l’altezza della sedia e quella del tavolo devono esserci circa 20cm, e se non è possibile variare l’altezza standard del piano di appoggio, più facile sarà gestire l’altezza della sedia, utilizzando appunto sedie regolabili;
    • un consiglio per gli studenti, che dovrebbero variare almeno mensilmente la loro posizione in aula, per evitare posture scorrette per vedere la lavagna e per seguire l’insegnante alla cattedra;
    • quando siamo seduti, vale sempre la “regola degli angoli retti”, ossia circa 90° tra piede e gamba, tra gamba e coscia e tra coscia e addome;
    • infiliamo i pantaloni o i collant da seduti, mantenendo il busto eretto e sfruttando la mobilità dell’anca, evitando così la flessione avanti del busto dalla stazione eretta;
    • attenzione alla postura anche durante i piccoli o grandi lavori di casa. All’asse da stiro, per esempio, aiutiamoci a mantenere il busto eretto appoggiando un piede, che si alternerà all’altro, su un piccolo sgabello, posto sotto l’asse stesso.

     

    Per approfondire: https://movimentobenessere.com/