• 05.06.2017

    Un tuffo dove l’acqua è più blu… Breve guida sulle attività in acqua

    Si avvicina l’estate e con la bella stagione viene più voglia di muoversi, anche per raggiungere la forma fisica. Il caldo afoso di molte zone, però, rende ancora più faticosa l’attività fisica, soprattutto se svolta al chiuso. Ecco allora che le attività in acqua possono diventare una valida alternativa. Dove è possibile praticarle? Nelle piscine, ma anche al mare.

    Ogni volta che ci immergiamo nell’acqua, secondo il basilare principio fisico della legge di Archimede, il nostro corpo riceve una spinta dal basso verso l’alto, che è alla base del galleggiamento. La profondità e la tipologia dell’acqua influiranno sul galleggiamento. In acqua salata, il nostro corpo galleggerà meglio rispetto all’acqua clorata, quindi saremo maggiormente facilitati nei movimenti, inoltre maggiore sarà la profondità dell’acqua e minore sarà il carico del nostro corpo sulle articolazioni.

    Ormai sono noti i numerosi benefici delle attività acquatiche. Grazie ai movimenti in acqua, infatti, saremo in grado di mantenere in salute le articolazioni, non sovraccaricandole e alleggerendo le pressioni sulla colonna vertebrale, stimolando la circolazione sanguigna e tonificando adeguatamente la muscolatura, in quanto la densità dell’acqua diventerà la resistenza da vincere attraverso alcuni movimenti specifici. A questo si aggiunge la sensazione di benessere che comporta l’immergersi in acqua, elemento naturale molto familiare all’essere umano.

    Il lavoro in acqua è anche molto utilizzato in fase riabilitativa: in molti Stati, già dopo poche ore dopo alcuni tipi di interventi chirurgici all’apparato muscolo-scheletrico, il paziente è immerso in acqua a temperatura e profondità idonee, per permettere da subito il movimento e ridurre così la sensazione di dolore legata alla riabilitazione e all’inattività post-traumatica.

    Esistono ormai lezioni di acqua fitness che sono vere e proprie sedute di allenamento. Si utilizzano attrezzi che possono o migliorare il galleggiamento, come le cinture o i tondoludi, o aumentare la resistenza dell’acqua, come i manubri o le cavigliere. Molto frequentati sono i corsi di idrobike, con l’utilizzo appunto delle biciclette in acqua; la musica inoltre è diventata l’elemento essenziale per scandire il ritmo e rendere più piacevoli e divertenti le lezioni.

    Se nel nuoto l’obiettivo è ricercare la posizione più idrodinamica del corpo e lo stile più efficace che favorisca l’avanzamento, nell’acquafitness il principio è quasi l’opposto, assumere cioè posizioni nelle quali si percepisca maggiormente la resistenza dell’acqua. Per questo il busto è quasi eretto e il capo sempre fuori dall’acqua.

    Saranno possibili movimenti in profondità che non prevedano che si tocchi il fondo, quindi sempre in galleggiamento, e altri che si svolgono sfruttando l’appoggio dei piedi sul fondo, con profondità di 120-140cm.

    A seconda delle caratteristiche e di eventuali patologie individuali, potranno essere maggiormente consigliate le une o le altre, ma in generale, in condizioni psicofisiche normali, ben vengano le camminate, le nuotate e la ginnastica in acqua.

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    Alcuni suggerimenti pratici se ci si muove in acqua senza istruttore:

    • rispettare i tempi legati alla digestione, prima di immergersi (consiglio valido sempre).
    • Verificare, prima di immergersi, la profondità dell’acqua e, se non si sa nuotare, evitare le acque profonde. In ogni caso meglio muoversi mantenendosi ben visibili al controllo dell’assistente bagnanti, presente sia in piscina, sia sulle spiagge.
    • Per il nuoto, alternare stili sul dorso e stili sull’addome e prediligere i primi se si percepiscono tensioni al tratto lombare.
    • Per la ginnastica in acqua in appoggio sul fondo, eseguire delle camminate nelle diverse direzioni (in avanti, indietro e laterali), anche con movimenti di flessione delle ginocchia al petto.
    • Se la profondità permette l’immersione anche degli arti superiori, abbinare al movimento degli arti inferiori anche delle spinte delle braccia nelle diverse direzioni (in avanti, laterali e verso il basso).

    Per saperne di più:

    www.paginemediche.it/benessere/sport-e-tempo-libero/nuoto-e-acquagym