• benvolio filiera intervista
    30.09.2018

    Il dietro le quinte della nostra filiera

    Vogliamo farvi conoscere la filiera Benvolio più da vicino, attraverso le parole di chi ci lavora. Per questo abbiamo intervistato Alessio Pedrana,  project manager progetti agricoli bio per Benvolio.
    Da sempre appassionato di agricoltura e iscritto all’albo dei Periti agrari, dal 2017 collabora con Benvolio per lo sviluppo della filiera biologica corta agricola italiana.

    1. Sui social sono numerosi i contenuti con i tag #filieracolta #filieracorta.
    Che significato hanno questi per la filiera Benvolio?

    Nel nuovo linguaggio social, le parole sono sempre più “smart” ma ricche di significato e contenuti.
    #Filieracorta, oltre ad avvicinare l’industria all’azienda agricola, aiuta anche una duplice crescita del
    settore primario e secondario. Nel merito vi è un connubio di indubbio valore dove l’azienda si
    impegna a ritirare del prodotto presso il fornitore agricolo, attenuando quindi problematiche legate
    a intermediari presenti nella supply chain. Si riducono altresì problematiche relative al prezzo delle merci agricole sempre molto variabile/volatile e dipendente da vari fattori, andamento climatico quantità disponibili sul mercato etc.
    Una filiera corta favorisce la programmazione degli investimenti per l’agricoltore, la rotazione
    agraria. In un mercato sfidante come quello odierno, programmare gli investimenti necessari per
    sviluppare al meglio i lavori è una necessità. Applicare le migliori tecnologie disponibili sul mercato
    risulta fondamentale al fine di avere prodotti qualitativamente rispondenti agli standard elevati
    della controparte industriale andando anche, cosa fondamentale in un mercato “tosto” come quello
    agricolo, ad ottimizzare la gestione dei costi.

    #Filieracolta è invece una reciproca volontà di lavoro e collaborazione che avvicina i due mondi del mercato al fine di avere una visione plenaria con una condivisione di intenti e fini; l’obbiettivo
    comune di preservare l’ambiente applicando metodi di produzione sostenibili che rispettino la
    biodiversità e favoriscano un incremento della stessa, coltivando la terra oggi con un occhio di
    riguardo alle generazioni future che su questa stessa terra troveranno sostentamento.

    2. Il rapporto con i coltivatori è molto importante: può raccontarci qualcosa in più?

    Il rapporto con i coltivatori è sempre qualcosa difficile da costruire, parte dallo scetticismo e si
    sviluppa mano a mano, impostando su una reciproca serietà, arriva fino ad una proficua e
    reciproca collaborazione.
    La fiducia, mai come nel settore agricolo, è qualcosa che va costruito insieme non è per nulla
    scontata e deve essere seguita sempre da fatti concreti e rispetto reciproco.

    3. Qual è il percorso che fa un seme dalla scelta fino alle nostre tavole?

    Il percorso parte dalla definizione ed individuazione della varietà/rispondenza qualitativa che il
    seme stesso deve avere, pensiamo al girasole HO il quale deve rispondere a livello varietale a questo
    requisito.
    Successivamente va trovata la migliore varietà per l’areale di coltivazione, sulla base di fertilità dei suoli, clima (nord centro o sud), disponibilità idriche etc.
    Dopo un ciclo colturale il seme arriva poi negli impianti di produzione dove a seguito di scrupolose
    analisi qualitative viene, in caso di conformità a seguito dei controlli, processato fino
    all’imbottigliamento.
    Alla fine il risultato lo si vede quando il prodotto è in tavola, il feedback del consumatore rimane per
    noi parametro importantissimo per migliorare sempre i prodotti in assortimento.

    4. Cosa comportano i 100 controlli in più, simbolo di garanzia di Benvolio?

    Il nostro protocollo prevede che vengano eseguiti più di 100 controlli ulteriori rispetto a quanto
    previsto dalla vigente normativa per le merci importate, è importante essere certi della qualità del
    prodotto, al di là della distanza che ci separa dal campo. Il nostro progetto di filiera Italiana parte
    dal campo, collaboriamo con le migliori aziende agricole del settore per ottenere e spremere i
    migliori semi ed imbottigliare eccellenti oli, fianco a fianco dalla semina al raccolto per garantire
    trasparenza e qualità. In termini pratici le analisi “oltre 100” sono riferite ad un acquisto di merce
    extra EU import effettuata.
    Ipotizzando un import di 6000 ton;
    12 analisi imbarco (una ogni 500 ton).
    12 analisi sbarco
    12 analisi ulteriori ente (una ogni 500 ton lotto da 6000).
    Dal magazzino dogana la merce arriva a Vailate
    Controlli in ingresso (impurità umidità ecc) ok ma controlli BIO ogni lotto confluenza (c.ca 250 t) =
    24 analisi
    Qui vengono fatti controlli in produzione ogni 8 ore (ma multiresiduale solo su lotto finito) = 24 x
    panello
    Analisi su lotto di confluenza olio grezzo = 8 (dove un lotto di confluenza accorpa normalmente circa
    3 lotti produzione).
    Analisi su lotto di confluenza prodotto finito Raffinato =8 (dove un lotto di confluenza accorpa
    normalmente circa 3 lotti produzione).
    A seguito di raffinazione e per i prodotti imbottigliati filiera Benvolio e Joy:
    Analisi per ogni lotto di olio confezionato (lotti da 5 ton circa).

    5. Quali sono le zone d’Italia maggiormente in linea con la filosofia del biologico di Benvolio?

    Per definire aree “in linea” non possiamo non parlare della vocazione di determinate aree agricole.
    Indubbiamente bacino prediletto per i nostri prodotti sono le regioni del centro e sud Italia, le quali
    offrono (anche a fronte di una minor presenza di zootecnia intensiva che lascia quindi spazio a
    seminativi non destinati all’alimentazione della mandria allevata e quindi disponibilità di prodotti
    per il mercato) in termini meramente numerici elevate superfici certificate bio e come detto in
    precedenza vocate. Si pensi al girasole nelle colline toscane o marchigiane che offrono uno
    spettacolo unico nei momenti di fioritura.

    6. La terra è un luogo fertile dove coltivare i sogni: qual è quello di Benvolio?

    Se è vero che sogni son desideri, il nostro desiderio è quello di offrire al consumatore un’ esperienza
    sensoriale che sia anche una certezza qualitativa. Ogni giorno partendo dal campo arrivando alla
    tavola del consumatore molte persone sono impegnate al servizio ed allo sviluppo degli obbiettivi
    precedentemente indicati nei punti sopracitati. Nel campo agroalimentare e soprattutto in una
    filiera delicata come quella dei prodotti biologici non esistono punti di arrivo o traguardi fermi e
    fissi, esistono step di crescita continua con implementazione del know-how che nel caso della nostra
    supply chain non è e non deve essere unilaterale, ma passa dalla condivisione delle esperienze con
    l’agricoltore e viceversa, con l’analisi del risultato raffrontato al gradimento del consumatore; In
    pratica il sogno è quello di proseguire a sviluppare prodotti in un percorso di costante
    miglioramento e di work-in- progress che ha come punto di arrivo la duplice fidelizzazione,
    dall’agricoltore alla bottiglia e dalla bottiglia al campo dell’agricoltore.